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	<title>Caffè Amaro</title>
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		<title>Caffè Amaro</title>
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		<title>Alle armi (?)</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Oct 2010 14:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zopire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un autunno particolarmente duro quello che stiamo attraversando: siamo all&#8217;interno di un imbuto che si restringe sempre di più e alla fine ne usciremo trasformati o non ne usciremo affatto. Molti di noi sono all&#8217;estero e saziano l&#8217;inevitabile nostalgia di casa curiosando di tanto in tanto sul sito del Corriere o di Repubblica. Si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=321&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un autunno particolarmente duro quello che stiamo attraversando: siamo all&#8217;interno di un imbuto che si restringe sempre di più e alla fine ne usciremo trasformati o non ne usciremo affatto.</p>
<p>Molti di noi sono all&#8217;estero e saziano l&#8217;inevitabile nostalgia di casa curiosando di tanto in tanto sul sito del Corriere o di Repubblica. Si informano su cosa succede in Italia e in questo modo, tenendosi aggiornati, attenuano un po&#8217; la lontananza geografica.</p>
<p>Molti di noi, poi, la sera, incontrano amici spagnoli, francesi, inglesi e senza volerlo si ritrovano a parlare di quant&#8217;è bella Venezia, Firenze, Roma. Vengono pregati a volte di &#8220;dire qualcosa in italiano&#8221; perché agli altri piace come suona la lingua, anche se non capiscono le parole. A cena capita che finiscano a cucinare una carbonara per dieci persone e si sentono un po&#8217; orgogliosi, dopo, quando ricevono una pioggia di complimenti entusiasti. E alle feste, beh, le prime volte si stenta a credere a quanto questa nazionalità possa essere un valore aggiunto.</p>
<p>E&#8217; per questi e tanti piccoli altri momenti felici, che è scomodo, spiacevole e seccante entrare in quest&#8217;imbuto autunnale. Perché ci sono altri momenti in cui questo ingenuo orgoglio nazionale, che non ha proprio nulla di nazionalista, diventa un&#8217;appartenenza difficile non solo da indossare, ma anche semplicemente da difendere.</p>
<p>Perché molti di noi a volte, e in questo periodo sempre più spesso, si sentono chiedere spiegazioni che non hanno voglia di dare, o vengono assaliti da domande precise e morbose, a cui qualunque risposta è insufficiente. Si ritrovano a parlare per decine di minuti con la speranza, vana, di correggere almeno un po&#8217; l&#8217;immagine che gli amici stranieri hanno dell&#8217;Italia. E purtroppo, non perché sia sbagliata ma perché, poiché ricalcata sulla realtà, è brutta, cruda e difficile da digerire.</p>
<p>Ecco che vediamo un video come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rZWden20jWw" target="_blank">questo</a>, o passiamo una serata a spiegare come mai il nostro Capo di Governo è coinvolto in un nuovo scandalo sessuale con una minorenne, magari cercando anche di riderci su per non mostrare la nostra nausea e il nostro sconforto. O siamo in imbarazzo quando un coinquilino ci chiede &#8220;che succede in Italia?&#8221; e noi sappiamo che sul sito del Corriere la prima notizia è dedicata ad Aventrana e la seconda a Berlusconi, o viceversa (e forse è meglio così, piuttosto che spiegare, per esempio, a cosa servirà la riforma della giustizia). O ancora, ascoltiamo i racconti di chi è stato in Italia in vacanza, sorridendo quando sentiamo le descrizioni innamorate dei centri storici, delle spiagge, dei monumenti e incupendoci invece quando qualcuno si lamenta di come in tre settimane non abbia trovato un hot spot wifi.</p>
<p>Leggiamo infine un articolo come <a href="http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,2024136,00.html" target="_blank">questo</a> e ci chiediamo se siamo anche noi dei cervelli in fuga o se invece non sarebbe meglio che fosse il nostro cervello ad andarsene direttamente, così da non preoccuparci più dell&#8217;attualità italiana. E mentre sentiamo stringersi quest&#8217;imbuto, ci troviamo nella strana condizione di provenire dal Paese più bello del mondo (o perlomeno quello col numero più alto di &#8220;patrimoni dell&#8217;umanità&#8221;) e avere difficoltà ad esserne orgogliosi. Mentre la televisione e i giornali parlano di cronaca, mentre il Governo è impegnato da mesi a strisciare tra battibecchi interni e inchieste giudiziarie e mentre l&#8217;opposizione si limita a borbottare educatamente, noi ci avviciniamo, scavando con il nostro badile, al fondo.</p>
<p>Ma forse, se è vero che a volte bisogna toccarlo, il fondo, per risalire, forse c&#8217;è qualche speranza che questo deterioramento esponenziale della vita politica italiana sia arrivato all&#8217;ultimo capitolo. Forse ora che siamo veramente saturi dell&#8217;intrattenimento squallido con cui ci stanno nutrendo, possiamo scattare tutti quanti in piedi e riprendere in mano la situazione perché, a questo punto, non possiamo più permetterci di non interessarci e di non partecipare.</p>
<p>Siamo in molti a provare un sentimento di sincero dispiacere e di disgusto nel guardare all&#8217;Italia politica di oggi e se riusciamo a utilizzare quest&#8217;energia &#8211; non ingoiandola ancora, perché a questo punto potremmo vomitare &#8211; allora potremmo essere davvero un fattore di cambiamento.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caffeamaro.wordpress.com/321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caffeamaro.wordpress.com/321/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/caffeamaro.wordpress.com/321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/caffeamaro.wordpress.com/321/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/caffeamaro.wordpress.com/321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/caffeamaro.wordpress.com/321/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/caffeamaro.wordpress.com/321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/caffeamaro.wordpress.com/321/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/caffeamaro.wordpress.com/321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/caffeamaro.wordpress.com/321/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/caffeamaro.wordpress.com/321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/caffeamaro.wordpress.com/321/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/caffeamaro.wordpress.com/321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/caffeamaro.wordpress.com/321/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=321&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Quale resa, quale fuga? (Agli amici lontani)</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Sep 2010 20:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zopire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa facciamo tutti quanti, sparpagliati ai quattro angoli del mondo? Rannicchiati la sera dentro ad una camera silenziosa, nascosti dietro ad una tenda, guardiamo la città fuori, curiosi e inespressivi. Ce ne andiamo di giorno, avvolti nei nostri pensieri, al riparo da un paio di cuffie. Osserviamo, interessati o annoiati, il via vai frettoloso della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=319&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa facciamo tutti quanti,<br />
sparpagliati ai quattro angoli del mondo?</p>
<p>Rannicchiati la sera<br />
dentro ad una camera silenziosa,<br />
nascosti dietro ad una tenda,<br />
guardiamo la città fuori,<br />
curiosi e inespressivi.</p>
<p>Ce ne andiamo di giorno,<br />
avvolti nei nostri pensieri,<br />
al riparo da un paio di cuffie.</p>
<p>Osserviamo, interessati o annoiati,<br />
il via vai frettoloso della strada,<br />
il traffico apparentemente muto al semaforo,<br />
la gente scocciata in metrò.</p>
<p>Cullati in lunghi momenti di vuoto,<br />
crediamo di non esserci,<br />
ma di vivere altrove.</p>
<p>Ci illudiamo, dietro alle nostre palpebre,<br />
di scivolare invisibili come un profumo<br />
attraverso il mondo.</p>
<p>Ci sentiamo integri e puri.</p>
<p>Ma cosa facciamo, miei cari amici,<br />
mentre la pioggia lava l&#8217;asfalto sotto di noi,<br />
o bagna il vetro su cui appoggiamo la fronte?</p>
<p>Avvertiamo, in un riflesso veloce,<br />
l&#8217;immagine dei nostri occhi spenti<br />
e della nostra figura che,<br />
come per inerzia,<br />
sta seguendo la fila.</p>
<p>Respiriamo profondamente,<br />
per scacciare il pensiero<br />
di noi spinti e costretti nel gregge,<br />
di noi che viviamo aspettando in ordine<br />
il prossimo traguardo previsto.</p>
<p>Respiriamo profondamente<br />
e socchiudiamo gli occhi<br />
per dimenticare tutto ciò,<br />
ma l&#8217;aria, che entra nel nostro naso,<br />
è il tanfo caldo e dolciastro del metrò.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caffeamaro.wordpress.com/319/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caffeamaro.wordpress.com/319/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/caffeamaro.wordpress.com/319/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/caffeamaro.wordpress.com/319/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/caffeamaro.wordpress.com/319/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/caffeamaro.wordpress.com/319/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/caffeamaro.wordpress.com/319/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/caffeamaro.wordpress.com/319/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/caffeamaro.wordpress.com/319/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/caffeamaro.wordpress.com/319/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/caffeamaro.wordpress.com/319/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/caffeamaro.wordpress.com/319/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/caffeamaro.wordpress.com/319/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/caffeamaro.wordpress.com/319/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=319&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La crisi edilizia del mito.</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 18:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>themex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anarchia]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Gioventù]]></category>
		<category><![CDATA[Hollywood]]></category>
		<category><![CDATA[Ideologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, in una conversazione con un amico, abbiamo affrontato il tema della mancanza di miti (nel senso più classico del termine) nella società odierna. Ad oggi, il mito non esiste. Qualsiasi cosa qualcuno possa chiamare o credere mito, alla luce dei fatti non è altro che un pallido riflesso delle personalità pregne di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=315&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, in una conversazione con un amico, abbiamo affrontato il tema della mancanza di miti (nel senso più classico del termine) nella società odierna.</p>
<p>Ad oggi, il mito non esiste. Qualsiasi cosa qualcuno possa chiamare o credere mito, alla luce dei fatti non è altro che un pallido riflesso delle personalità pregne di significato che sino a vent&#8217;anni fa era possibile identificare in ogni angolo della terra.</p>
<p>Basti pensare al &#8220;florido&#8221; periodo del troppo sfruttato &#8217;68, o degli anni &#8217;70, o di tutto il dopoguerra in generale. Degli esempi come potrebbero essere stati Gandhi, Martin Luther King, Che Guevara, John Lennon, Marilyn Monroe o James Dean (solo per citarne alcuni fra i più noti) non trovano i loro corrispettivi in questi ultimi anni. E più recentemente, senza andare a rivangare decenni ormai lontani, Nelson Mandela o papa Wojtyla (a ognuno il suo), anche loro restano senza successori, o sostituti, o che dir si voglia.</p>
<p>L&#8217;ultimo mito esposto al pubblico ludibrio è stato senza dubbio Barack Obama. Ma a guardare bene, non si può dire che quest&#8217;ultimo, soprattutto in relazione a ciò che (non) ha fatto, possa essere equiparato alle personalità di cui sopra. E non me la sentirei neppure di elevare personaggi come Johnny Depp o i Radiohead al rango di mito.<span id="more-315"></span></p>
<p>In sintesi, al giorno d&#8217;oggi la società, o chiunque ne senta il bisogno, continua ad attaccarsi a miti che ahimè non rispecchiano più i tempi che corrono. Ma questo attaccamento a miti appartenenti ad un passato oramai poco significativo non dimostra forse la necessità della presenza di miti a cui conformarsi, e al contempo l&#8217;incapacità di trovare, di costruire dei miti effettivamente contemporanei?</p>
<p>Un tempo era semplice (per così dire) fidarsi delle istituzioni e del modello che queste passavano, aderendo allo status quo proposto, nel bene o nel male, con coscienza o non, comprendendo gli &#8220;eroi&#8221;, gli idoli che venivano presentati all&#8217;opinione pubblica attraverso i giornali, i bollettini radiofonici, la televisione di Stato. &#8220;Garibaldi è un eroe&#8221;, &#8220;Alberto Sordi fa ridere&#8221;, &#8220;Sofia Loren è la più bella&#8221; e via dicendo. E quest&#8217;azione di proposta veniva rincarata da tutti i canali mediatici contemporaneamente, tant&#8217;è che era impossibile trovare un giornale o un&#8217;emittente radio che dicesse che Sofia Loren non era la più bella. Il muro mediatico che si presentava all&#8217;opinione pubblica era un muro coerente, ogni mattone era al suo posto, ogni colonna ed ogni capitello, ed i punti di riferimento cui il popolo si aggrappava erano degli scogli sicuri, senza sorprese. Degli scogli che, da una parte o dall&#8217;altra, contribuivano ad edificare l&#8217;ideologia dominante, istituzionale e popolare al tempo stesso. L&#8217;impatto culturale-mediatico doveva essere coerente per poter creare un&#8217;ideologia coerente.</p>
<p>D&#8217;altro canto però, soprattutto dalla fine degli anni &#8217;60 in avanti, come si è citato anche prima, ha cominciato a diffondersi anche un secondo modello, magari anche più diversificato del primo se si vuole, suddiviso in tante piccole categorie, coerenti o meno tra loro, ma tutte accomunate dal fatto dell&#8217;essere contrapposte al modello culturale dominante: la cosiddetta &#8220;controcultura&#8221;.</p>
<p>C&#8217;è poco da dire, in realtà, che non sia già stato detto. Anche la controcultura funzionava nello stesso identico sistema &#8220;edilizio&#8221; del modello dominante; tutto serviva ad edificare un&#8217;ideologia precisa, e questo va dal modo di vestire, al taglio dei capelli, alla musica, ai film e ovviamente alla letteratura. Soprattutto la saggistica.</p>
<p>A questo punto è evidente come fino a poche decine di anni fa ci fosse una vera e propria dicotomia &#8220;cultura-controcultura&#8221;, che da un lato portava una maggiore scelta tra i modelli possibili, ed una più ampia gamma dei canali mediatici cui affidarsi (sempre inclusi nella dicotomia), ma dall&#8217;altro lato la struttura del funzionamento resta una sola, vale a dire il continuo fornire di punti di riferimento cui l&#8217;opinione pubblica poteva aggrapparsi.</p>
<p>La differenza (in questo senso) tra il modello sociale di qualche decennio fa e quello attuale si trova nella differenze di livello mediatico e di livello ideologico (non in senso totalitarista, sia chiaro, o almeno non solo). Un tempo l&#8217;opinione pubblica era sottoposta ad una cappa mediatica che confrontata a quella attuale fa se non altro sorridere, sia in quanto a velocità di trasposto delle informazioni, sia in quanto a pervasività, e quindi di effettiva disponibilità popolare. Al contempo il peso ideologico era molto più forte e determinante, sia in direzione della cultura dominante che in direzione della controcultura (la struttura ed il funzionamento erano pressapoco lo stesso, si è detto). Questo creava una situazione in cui nei pochi (rispetto ad oggi) canali mediatici del tempo si doveva suddividere un imponente peso ideologico, che arrivava quasi a rasentare la propaganda, e che aveva quindi degli effetti sul piano dei miti. Si richiedeva cioè che i miti assumessero un valore di rappresentanza per la porzione di popolazione che faceva riferimento ad una determinata ideologia.  Si aggiunge quindi il livello di rappresentazione, che lega i due livelli precedenti, quello mediatico e quello ideologico.</p>
<p>Al giorno d&#8217;oggi, viceversa, per motivi economici e storici, c&#8217;è stato il capovolgimento del rapporto tra i modelli di cui sopra. Il livello mediatico è immensamente sviluppato (forse troppo), ed ha creato una moltitudine di voci differenti l&#8217;una dall&#8217;altra all&#8217;interno dei vari canali strumentali (TV, radio, giornali e, soprattutto!, Internet). Il livello ideologico, nello stesso tempo, è andato via via indebolendosi fino quasi ad essere annullato. Si riscontra un&#8217;assoluta &#8220;libertà&#8221; (diciamo così) che non rientra più nei canoni di un&#8217;ideologia. Il peso ideologico da suddividere tra i vari canali mediatici, dunque, è stato rimpicciolito all&#8217;ennesima potenza, quasi non esiste più. E con esso va sparendo anche il livello di rappresentazione.</p>
<p>O meglio, con lo stravolgimento del rapporto tra il livello ideologico e quello mediatico si evidenzia come è stato impoverito anche il rapporto tra cultura dominante e controcultura. Il livello di rappresentazione in questo caso non può più dipendere dal livello ideologico perché questo semplicemente non esiste quasi più! Al giorno d&#8217;oggi la società civile non ha più delle linee direttive ideologiche, la pervasività del livello mediatico ha dato risalto a dei personaggi che non hanno più nulla di &#8220;ideologico&#8221; (a questo punto le virgolette sono d&#8217;obbligo) ma che fanno meramente parte dello show business (si pensi a Berlusconi). Non si necessitano più dei miti perché non si percepisce più il bisogno di rappresentazione e il bisogno di un esempio da seguire.</p>
<p>Se i miti nascono dalla rappresentanza oggi i miti non devono più far riferimento a due o tre correnti maggioritarie di cultura, ma devono riflettere milioni di personalità diverse, ognuna col proprio mito aleatorio come la moda dello spettacolo. Sembra la profezia di Andy Warhol.  L&#8217;importanza del mito va frammentandosi parallelamente alla porzione di popolo cui esso fa riferimento.</p>
<p>A questo punto c&#8217;è da chiedersi, vista l&#8217;importanza assunta dal livello mediatico, se non è preoccupante l&#8217;idea che appunto i canali mediatici possano essere tutti gestiti in funzione di un unico scopo. Questo non porterebbe alla creazione di una nuova ideologia? I media riflettono i gusti della gente o la gente si fa piacere quello che propongono i media? Il livello di rappresentazione, nonostante una presunta convinzione di differenziazione, non rischia di rivelarsi un mero appiattimento su uno standard precostituito?</p>
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		<item>
		<title>Pensiero malinconico #4</title>
		<link>http://caffeamaro.wordpress.com/2010/06/08/pensiero-malinconico-4/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 07:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zopire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa mattina mi sono svegliato con le ali pesanti. Bagnate e basse, si trascinavano sul pavimento. Le piume scure e gonfie d&#8217;acqua, come quelle di un gabbiano che, distratto, è caduto in mare. Mi sono alzato goffo, catturato come l&#8217;albatro di Baudelaire. Sono inciampato su me stesso e sul ricordo dei giorni di sole, delle [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=310&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina mi sono svegliato<br />
con le ali pesanti.</p>
<p>Bagnate e basse,<br />
si trascinavano sul pavimento.</p>
<p>Le piume scure e gonfie d&#8217;acqua,<br />
come quelle di un gabbiano<br />
che, distratto, è caduto in mare.</p>
<p>Mi sono alzato goffo, catturato<br />
come l&#8217;albatro di Baudelaire.</p>
<p>Sono inciampato su me stesso<br />
e sul ricordo dei giorni di sole,<br />
delle ali di farfalla,<br />
vibranti, leggere e belle,<br />
che mi sollevavano dal letto.</p>
<p>-</p>
<p>Zopire</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caffeamaro.wordpress.com/310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caffeamaro.wordpress.com/310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/caffeamaro.wordpress.com/310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/caffeamaro.wordpress.com/310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/caffeamaro.wordpress.com/310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/caffeamaro.wordpress.com/310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/caffeamaro.wordpress.com/310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/caffeamaro.wordpress.com/310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/caffeamaro.wordpress.com/310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/caffeamaro.wordpress.com/310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/caffeamaro.wordpress.com/310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/caffeamaro.wordpress.com/310/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/caffeamaro.wordpress.com/310/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/caffeamaro.wordpress.com/310/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=310&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Zopire</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;insofferenza</title>
		<link>http://caffeamaro.wordpress.com/2010/06/04/linsofferenza/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 08:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>moodyjuliette</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconto]]></category>

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		<description><![CDATA[Beveva la luce dal collo, i raggi come dita attorno alla giugulare; sopra la sua testa i rami torti di un ulivo, poteva immaginare le foglie scintillare e reagire alla luce, le sentiva impegnate a vivere a trasformare la luce in nuovo liquido d&#8217;argento. &#8220;cammino su una sfera&#8221; pensò. Non si ricordava perchè si fosse [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=308&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beveva la luce dal collo, i raggi come dita attorno alla giugulare; sopra la sua testa i rami torti di un ulivo, poteva immaginare le foglie scintillare e reagire alla luce, le sentiva impegnate a vivere a trasformare la luce in nuovo liquido d&#8217;argento.<br />
&#8220;cammino su una sfera&#8221; pensò.</p>
<p>Non si ricordava perchè si fosse spinto fino là, non si ricordava perchè avesse scelto quell&#8217;albero e sembrava avere un&#8217;assenza di direzione persino nei pensieri.<br />
Dimenticò improvvisamente gli impegni della giornata e spinto in qualche divagazione cerebrale si era seduto su quella radice, forse aveva semplicemente seguito il sole e attratto dal taglio obliquo della luce si era seduto sulla radice di quell&#8217;albero.<br />
Ma nel pieno della sua indolenza cominciò a percepire dei movimenti inconsueti al ventre. Mosse il piede, lentamente al ritmo del lago, e scoprì che le sue dita stavano disegnando dellle forme geometriche nella terra. Il suo posteriore avvertì dei formicolii, non era più comodo e cominciò ad agitare le anche per trovare una posizione più confortevole . Si sollevò con le braccia per appoggiarsi al tronco, ma la corteccia dell&#8217;albero lo graffiava. Poi un sollettico ustionante alla mano destra, gli parve di vedere un&#8217;insieme di bestiole rosse marciare sulle sue dita provocandogli prurito e bruciore.<br />
Raggiunse la testa come una scossa contagiosa, sentiva le zampette sul cranio, i capelli brulicare, l&#8217;erba pungeva, si grattò con forza, agitò le gambe, e inarcò la schiena, il suo corpo divenne una sequenza di onde convulse. Ora il piede scandiva un ritmo nevrotico, il cuore accelerato i polmoni dilatati da un&#8217;ansia sconosciuta.<br />
Aveva semplicemente dimenticato il motivo per cui.</p>
<p>Davanti all&#8217;acqua osservava la sua immagine deformata. Inutile. le parti non coincidevano. l&#8217;Occhio sinistro slittava sopra il naso e la bocca invadeva le guance in una pietosa smorfia. Allora si afferrò il viso e tirò sperando di vedere riapparire l&#8217;immagine ricomposta.Ancora quel sorriso amorfo.<br />
lo odiava. perchè lo fissava in quel modo?, lo avrebbe distrutto.<br />
si piegò e affondò la mano nell&#8217;arena di vetri levigati delel spiagge del lago. Nell&#8217;acqua immobile la smorfia.<br />
un&#8217;onda. affonderà?. Riemersa.<br />
attese qualche istante, poi si ricordò che stringeva qualcosa nel pugno.<br />
Lanciò la sabbia e si osservò frantumarsi.</p>
<p>-</p>
<p>moodyjuliette</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caffeamaro.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caffeamaro.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/caffeamaro.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/caffeamaro.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/caffeamaro.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/caffeamaro.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/caffeamaro.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/caffeamaro.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/caffeamaro.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/caffeamaro.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/caffeamaro.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/caffeamaro.wordpress.com/308/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/caffeamaro.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/caffeamaro.wordpress.com/308/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=308&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Non nel mio giardino</title>
		<link>http://caffeamaro.wordpress.com/2010/06/01/non-nel-mio-giardino/</link>
		<comments>http://caffeamaro.wordpress.com/2010/06/01/non-nel-mio-giardino/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 13:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zopire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo venerdì di maggio Parigi era incantata in un&#8217;anomala giornata di sole, dopo una settimana di vorticosa alternanza tra nuvole grigie e raggi perforanti. Dalla mia finestra la strada luccicava ormai asciutta e sembrava quasi che facesse caldo sulle sedie assolate dei café. La gente camminava senza ombrello, i ragazzi indossavano solo una maglietta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=305&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo venerdì di maggio Parigi era incantata in un&#8217;anomala giornata di sole, dopo una settimana di vorticosa alternanza tra nuvole grigie e raggi perforanti. Dalla mia finestra la strada luccicava ormai asciutta e sembrava quasi che facesse caldo sulle sedie assolate dei <em>café</em>. La gente camminava senza ombrello, i ragazzi indossavano solo una maglietta e una sciarpa colorata, gli uomini d&#8217;affari, sorpresi dal caldo, tenevano la giacca in un braccio e nell&#8217;altra la valigetta. Due ragazze sorridevano mentre attraversavano la strada rapidamente, raggiungendo la fermata prima del bus.<br />
Quella mattina quando mi alzai avevo ancora in testa le parole di Lei e me le ripetevo lentamente tra le tempie, mentre il mio tè fumava piano davanti ai miei occhi. Guardavo la strada attraverso il vapore della tazza e non sapevo se gioire per il sole coraggioso che finalmente era apparso, o illudermi di essere di fronte alla solita giornata di foschia, così fredda e grigia, ma così familiare.<br />
La mia coinquilina Samantha, che a forza di dirmi che era meteoropatica lo era diventata davvero, squittiva in salotto e si preparava a uscire. Il sole la emozionava a tal punto che continuava a girare su se stessa, pensando a cosa fare e senza fare in verità niente. Riempiva la borsa, poi prendeva le scarpe, poi diceva ad alta voce dove sarebbe andata – a un parco, no, sul lungo Senna, no, prima a cercare gli altri –, poi riguardava la borsa. “Che prendo?” mi chiedeva, ma io non le rispondevo.<br />
Pensavo alle parole di Lei e il sole per strada mi sembrava una beffa, dopo mesi di inverno che Lei aveva riscaldato per me.</p>
<p>Ci eravamo incontrati giovedì sera, poco dopo cena, in un piccolo <em>cafè</em> vicino Place Monge. Avevo cercato di arrivare senza aspettative, o meglio, aspettandomi la cosa peggiore, cercando di viverla prima, così non mi avrebbe sorpreso. Ma l&#8217;ottimismo è difficile da estirpare, soprattutto se ne si è malati cronicamente. Ero arrivato dopo una camminata di venti minuti attraverso una Parigi che si stava riscaldando. Ero arrivato felice, come al solito, di vederla. Forse ancora più felice del solito, percependo il vago sentore che sarebbe stata l&#8217;ultima volta.<br />
Lei mi aveva sorriso, ma salutato con sufficiente distanza da farmi capire che le cose non sarebbero andate bene. Avevamo bevuto qualcosa, tanto per prendere un po&#8217; di tempo. Era stata un&#8217;idea mia, che ho sempre rimandato i problemi e le rese dei conti, spingendoli fuori dal presente, ovvero fuori dall&#8217;unica realtà in cui viviamo davvero. Rimandare qualcosa significava, e significa ancora per me, portarla nel futuro e, in un certo senso, farla scomparire, perché nel futuro chi sa che può succedere. Lei la pensava diversamente: era venuta lì con una lista mentale di cose da dirmi e non se ne sarebbe andata senza averle dette. Mi concesse quel tempo in più, quel posticipare di poco la conversazione, solo per pena, credo. O forse, perché voleva sentirsi un po&#8217; più buona, come una mamma che compra un giocattolo al figlio prima di portarlo dal dentista.<br />
Finita la mia birra, perché fui l&#8217;ultimo a finire, cominciò a parlare. Prima piano, cercando la mia accondiscendenza, poi un po&#8217; più decisa, capendo che probabilmente non avrei reagito. Io la ascoltavo con calma e forse con un po&#8217; di rassegnazione, sarebbe stato troppo tardi per invertire qualsiasi decisione. In effetti, per quanto io avessi obiettato e discusso, non avrei potuto ottenere molto se non dell&#8217;altro tempo, in cui l&#8217;avrei trascinata ancora un po&#8217; con me, fino a spingerla a invitarmi di nuovo a Place Monge per parlare.<br />
Ero tentato dall&#8217;idea di illudermi di poter cambiare tutto, di poter rovesciare la situazione e ricreare quell&#8217;atmosfera che era nata sulle foglie colorate dell&#8217;autunno. Ma non lo feci. Annuivo notando non senza un po&#8217; di stupore che condividevo parte dei problemi che Lei aveva individuato, altri – su cui comunque insisteva molto – li consideravo meno importanti. La sua conclusione era logica e precisa, non c&#8217;era spazio per sfumature e andava trovato il modo migliore che facesse il minor male possibile a entrambi. Era venuta per concordare quello: il modo.</p>
<p>La mattina dopo Samantha usciva scendendo le scale come una furia, cantando un motivetto allegro e rincorrendo la sua giornata sotto il sole. Io ascoltavo Jeff Buckley, ripensavo alle parole di Lei e aspettavo il primo sbalzo d&#8217;umore della giornata.<br />
Arrivata la sera, le avevo scritto tre volte, una volta per insultarla, due volte per pregarla di ripensarci, ero arrivato due volte alla conclusione che era meglio così e altrettante volte avevo creduto di aver perso la cosa più bella che avessi. Dopo cena, mi ero deciso a difendere il mio giardino come fanno gli americani, a non lasciarci più entrare nessuno senza prima sottoporlo a un&#8217;accurata selezione.<br />
Prima di andare a dormire, però, dopo il settimo cambio di rotta, le avrei scritto di nuovo.</p>
<p>-</p>
<p>Zopire</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caffeamaro.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caffeamaro.wordpress.com/305/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/caffeamaro.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/caffeamaro.wordpress.com/305/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/caffeamaro.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/caffeamaro.wordpress.com/305/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/caffeamaro.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/caffeamaro.wordpress.com/305/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/caffeamaro.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/caffeamaro.wordpress.com/305/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/caffeamaro.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/caffeamaro.wordpress.com/305/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/caffeamaro.wordpress.com/305/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/caffeamaro.wordpress.com/305/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=305&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Biagio, macellaio. Nel tempo libero suona il pianoforte</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 13:39:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>malditamafaldita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Cominciava così: una scatola in una scatola, chiuse in un&#8217;altra scatola. Poi un sipario. Pochi altri elementi di contorno. Tre personaggi; su uno di questi non avresti scommesso un solo euro. Un macellaio! Uno di quelli imponenti, con gli occhi iniettati di sangue e le gote di un colore rosso &#8220;salute&#8221;. Uno da cui, a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=299&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cominciava così: una scatola in una scatola, chiuse in un&#8217;altra scatola.<br />
Poi un sipario.<br />
Pochi altri elementi di contorno.<br />
Tre personaggi; su uno di questi non avresti scommesso un solo euro. Un macellaio! Uno di quelli imponenti, con gli occhi iniettati di sangue e le gote di un colore rosso &#8220;salute&#8221;. Uno da cui, a naso, compreresti delle fiorentine, perchè ha la faccia di uno che ce l&#8217;ha, e buone pure.<br />
Si sedette davanti ad un pianoforte a coda. Si guardarono. Li accomunava solo il colore. Nero: lucente ed elegante quello del pianoforte, sbiadito e fuori luogo quello della maglietta a manica corta del nostro macellaio.<br />
Mezz&#8217;età, un&#8217;aureola di capelli bianchi e unti, un corpo flaccido e trascurato, ma delle braccia sicure, forti, da lavoratore. Le vene ben in vista.<br />
Si guardarono lui e quel pianoforte.<br />
-Non farmi del male-.<br />
Il macellaio, sopra, dominava quella distesa di 88 tasti, alternati e ordinati, sotto. Ottantotto, un numero precisissimo ma infinito, come la combinazione di note di cui avrei goduto da lì a poco.<br />
Ruppe gli indugi. Il macellaio cominciò: avresti vinto dei soldi.<br />
Capii che quello non era un macellaio, ma se avesse venduto carne buona come quella musica, mi sarei servita certamente da lui.<br />
L&#8217;assaporavo, mi entrava dentro, mi coinvolgeva.<br />
Li vedevi quei due, così affiatati. Scommetto che anche il pianoforte era sorpreso, mentre si lasciava suonare. Gli pestava i piedi dorati, il macellaio, quasi a volergli dare una lezione per la diffidenza iniziale. L&#8217;aveva percepita. L&#8217;aveva fatto ricredere.<br />
-Potevi metterti almeno una camicia- protestò l&#8217;altro. Era scontroso quel pianoforte, pensai.<br />
Ad un tratto il macellaio, che macellaio non era più, smise. La mia delizia crebbe.<br />
Sì perché lì, sul palco, come dicevo, c&#8217;erano tre personaggi; quattro se avessi contato anche il pianoforte. Quattro.<br />
Gli altri due recitavano dei versi di un poeta del luogo. Ci credevano. Mi parlarono del mare, delle campane, delle mammole, di baci, di amati dossi di levante e di ponente&#8230;«(&#8230;)La notte senza stelle, la notte della morte. La casa senza porte». Non potevo capirlo, ma ci provai.<br />
So solo che ad un tratto la musica ricominciò e non mi curai più delle parole, ma mi abbandonai al ritmo.<br />
Ascoltavo.<br />
Mi fecero pensare a tante cose, e a molte altre. Pensieri magmatici ribollivano.<br />
Quella notte, nell&#8217;immensità del mio spazio, pensavo. Forse era la luce prepotente della luna, là fuori, che non mi lasciava dormire. O forse no.</p>
<p>-</p>
<p>MalditaMafaldita</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caffeamaro.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caffeamaro.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/caffeamaro.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/caffeamaro.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/caffeamaro.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/caffeamaro.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/caffeamaro.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/caffeamaro.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/caffeamaro.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/caffeamaro.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/caffeamaro.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/caffeamaro.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/caffeamaro.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/caffeamaro.wordpress.com/299/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=299&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Scendeva un rigolo di bava</title>
		<link>http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/21/scendeva-un-rigolo-di-bava/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 07:41:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>malditamafaldita</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconto]]></category>

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		<description><![CDATA[Scendeva un rigolo di bava dalla sua bocca. Dormiva. Aveva ancora il suo burrocacao appiccicato , D., senza che questo gli desse fastidio. Fantasticava nel sonno perchè, sì, l&#8217;amore esisteva anche per Lui, così bruto, così sgraziato. Quando stava con Lei, M., aveva paura persino di sfiorarla, tanto si sentiva un sadico ragazzino che si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=292&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scendeva un rigolo di bava dalla sua bocca. Dormiva. Aveva ancora il suo burrocacao appiccicato , D., senza che questo gli desse fastidio.<br />
Fantasticava nel sonno perchè, sì, l&#8217;amore esisteva anche per Lui, così bruto, così sgraziato.<br />
Quando stava con Lei, M., aveva paura persino di sfiorarla, tanto si sentiva un sadico ragazzino che si diverte a toccare le ali delle farfalle, per impedire loro di volare&#8230;.come se già vivessero tanto le farfalle.<br />
Uovo, bruco, pupa e poi&#8230;farfalla solo per una manciata di giorni; passando il tempo, poco, a succhiare nettare dai fiori e ad accoppiarsi. Per non interrompere il ciclo.<br />
Accoppiarsi: a D. piaceva maledettamente, come biasimarlo?!<br />
Si sentiva un re, si sentiva potente, lui era il Re.<br />
La sentiva Lei, M., a volte sbigottita dalla sua &#8220;presenza&#8221;, a volte imbarazzata per la sua veemenza. Non si era ancora lasciata andare.</p>
<p>Scendeva un rigolo di bava dalla sua bocca. Sognava. Ma non ce n&#8217;era più bisogno. Anche nella vita di tutti i giorni, aveva ottenuto il suo riscatto. Lui, così bruto, così sgraziato.<br />
Ma con la capacità di amare.<br />
Di amare Lei, M., sorriso coinvolgente, dolcezza confortante, coraggio disarmante.<br />
-Ha scelto me- pensava D., nello srotolarsi calmo della sua notte, agitata per le recenti emozioni.<br />
Tra un progetto e l&#8217;altro, D., così brutto, così sgraziato, immaginava le proporzioni di Lei; un dolce ed elegante stile Neoclassico a confronto del suo Romanico essenziale. Grezzo.<br />
Lei, così sicura, Lei così sincera, era arrivata anche per Lui la Primavera.</p>
<p>Scendeva un rigolo di bava dalla sua bocca. Sapeva. Lo sapeva, così brutto, così sgraziato, come dovevano andare le cose.<br />
Quella puttana l&#8217;avrebbe tradito prima e lasciato poi, quando, una volta presentato alle sue amiche, D., sarebbe risultato troppo bruto, troppo sgraziato.</p>
<p>D. continuò a dormire ma lo sapeva.</p>
<p>Scendeva un rigolo di bava dalla sua bocca. Dormiva. Ma interruppe il suo vagare con la mente, girandosi sul fianco.<br />
Dopotutto, pensò che forse, in due in quel letto, sarebbero stati scomodi.</p>
<p>-</p>
<p>MalditaMafaldita</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caffeamaro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caffeamaro.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/caffeamaro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/caffeamaro.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/caffeamaro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/caffeamaro.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/caffeamaro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/caffeamaro.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/caffeamaro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/caffeamaro.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/caffeamaro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/caffeamaro.wordpress.com/292/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/caffeamaro.wordpress.com/292/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/caffeamaro.wordpress.com/292/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=292&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Perpignan [Contest/2didue]</title>
		<link>http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/16/perpignan-contest2didue/</link>
		<comments>http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/16/perpignan-contest2didue/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 May 2010 20:51:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>themex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconto]]></category>
		<category><![CDATA[contest]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo svolgimento del secondo contest. Qui il primo svolgimento: http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/16/perpignan-contest1didue/ [Perpignan] Finalmente sta arrivando la primavera. È tutto l&#8217;inverno che sto qui a prendere freddo e umidità, pioggia e neve e vento. Mai vista una città più vuota la sera. Sarà che in realtà non ho neanche mai visto così tante città, alla fine. Siamo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=284&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo svolgimento del secondo contest.<br />
Qui il primo svolgimento: <a href="http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/16/perpignan-contest1didue/">http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/16/perpignan-contest1didue/</a></p>
<p>[Perpignan]</p>
<p>Finalmente sta arrivando la primavera. È tutto l&#8217;inverno che sto qui a prendere freddo e umidità, pioggia e neve e vento.<br />
Mai vista una città più vuota la sera. Sarà che in realtà non ho neanche mai visto così tante città, alla fine.<br />
Siamo arrivati qui che io ero ancora un bambino di cinque anni e non mi ricordo niente del posto dove eravamo prima.<br />
Poi fammi pensare&#8230;Si, sono stato un bel pò di volte a Toulouse con gli altri, per andare in discoteca e per rimorchiare delle ragazze: si sa che quelle di Toulouse la danno facile. Poi basta, una volta sono stato a Bordeaux con mio padre, che cercava lavoro. Ricordo che al momento quasi piangevo perchè non volevo che ce ne andassimo da Perpignan, ma effettivamente pensandoci adesso, e guardandosi intorno, sarebbe stato meglio se mio padre avesse trovato lavoro a Bordeaux.<br />
Comunque sia, il problema non si pose, visto che mio padre non trovò nulla, &#8220;Qui non c&#8217;è niente per te&#8221; gli dissero quelli, e quindi tornò con la coda tra le gambe a casa, a Perpignan, dove mia madre lo accolse amorevolmente, ma visibilmente delusa.<br />
In fin dei conti cosa può fare uno? In un posto così tra catalani e francesi si spartiscono tutto, soldi e lavoro, e alla gente come me non restano che poche possibilità, qualcuno se le brucia tutte, a qualcuno non arrivano mai.<br />
Ed è per questo che io ho deciso di non pensarci. L&#8217;ho deciso il giorno in cui mio padre è morto, dopo una settimana da quando aveva trovato il lavoro che cercava da tre anni e mezzo; schiacciato da una macchina difettosa mentre lavorava in fabbrica, senza che il padrone ci mandasse anche un solo biglietto di condoglianze, o i soldi di un suo solo stipendio.<br />
Ho deciso di non provarci il giorno dopo che è morto mio padre, quando mio fratello, disperato per il lavoro, ha accettato un posto part-time da 3 € l&#8217;ora.<br />
Ho deciso di non provarci, ed infatti, mi va meglio che ad altri. In questa città così muta e addormentata c&#8217;è della gente che non riposa mai. Ed è a quella gente che io mi rivolgo. È un pò come fare il becchino, il lavoro non manca mai. Ed io porto a casa dei bei soldi, soldi che servivano a sposare mia sorella più grande, a far crescere le due piccole, ad aiutare mia madre e mio fratello, e ad onorare la memoria di mio padre, che Allah lo abbia in gloria.<br />
Mia madre fa finta di non sapere, ma la vedo, ogni volta che esco di casa, che mi guarda con degli occhi di fuoco.<br />
Ma alla fine ha capito anche lei che i soldi che porto a casa io servono.</p>
<p>Io, lo spacciatore più bravo di Perpignan.</p>
<p>-</p>
<p>Themex</p>
<div id="_mcePaste" style="position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;overflow:hidden;"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">Finalmente sta  arrivando la primavera. </span><span style="font-size:12pt;font-family:&amp;"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">È tutto l&#8217;inverno che  sto qui a prendere freddo e umidità, pioggia e neve e vento.<br />
Mai  vista una città più vuota la sera. Sarà che in realtà non ho neanche mai  visto così tante città, alla <span style="color:#1f497d;">&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;(??)<br />
<span style="color:#000000;">Siamo arrivati qui che io ero ancora un bambino di  cinque anni e non mi ricordo niente del posto dove eravamo prima.<br />
Poi  fammi pensare&#8230;Si, sono stato un bel pò di volte a Toulouse con gli  altri, per andare in discoteca e per rimorchiare delle ragazze: si sa  che quelle di Toulouse la danno facile. Poi basta, una volta sono stato a  Bordeaux con mio padre, che cercava lavoro. Ricordo che al momento  quasi piangevo perchè non volevo che ce ne andassimo da Perpignan, ma  effettivamente pensandoci adesso, e guardandosi intorno, sarebbe stato  meglio se mio padre avesse trovato lavoro a Bordeaux.<br />
Comunque sia,  il problema non si pose, visto che mio padre non trovò nulla, &#8220;Qui non  c&#8217;è niente per te&#8221; gli dissero quelli, e quindi tornò con la coda tra le  gambe a casa, a Perpignan, dove mia madre lo accolse amorevolmente, ma  visibilmente delusa.<br />
In fin dei conti cosa può fare uno? In un posto  così tra catalani e francesi si spartiscono tutto, soldi e lavoro, e  alla gente come me non restano che poche possibilità, qualcuno se le  brucia tutte, a qualcuno non arrivano mai.<br />
Ed è per questo che io ho  deciso di non pensarci. L&#8217;ho deciso il giorno in cui mio padre è morto,  dopo una settimana da quando aveva trovato il lavoro che cercava da tre  anni e mezzo; schiacciato da una macchina difettosa mentre lavorava in  fabbrica, senza che il padrone ci mandasse anche un solo biglietto di  condoglianze, o i soldi di un suo solo stipendio.<br />
Ho deciso di non  provarci il giorno dopo che è morto mio padre, quando mio fratello,  disperato per il lavoro, ha accettato un posto part-time da 3 </span></span></span></span><span style="font-size:12pt;">€ l&#8217;ora.<br />
<span style="font-size:x-small;"><span style="font-family:Verdana;">Ho deciso di non provarci, ed  infatti, mi va meglio che ad altri. In questa città così muta e  addormentata c&#8217;è della gente che non riposa mai. Ed è a quella gente che  io mi rivolgo. </span></span></span><span style="font-size:12pt;"><span style="font-size:x-small;font-family:Verdana;">È un pò come fare il  becchino, il lavoro non manca mai. Ed io porto a casa dei bei soldi,  soldi che servivano a sposare mia sorella più grande, a far crescere le  due piccole, ad aiutare mia madre e mio fratello, e ad onorare la  memoria di mio padre, che Allah lo abbia in gloria.<br />
Mia madre fa  finta di non sapere, ma la vedo, ogni volta che esco di casa, che mi  guarda con degli occhi di fuoco.<br />
Ma alla fine ha capito anche lei che  i soldi che porto a casa io servono.</p>
<p>Io, lo spacciatore più  bravo di Perpignan.</p>
<p></span></span></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/caffeamaro.wordpress.com/284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/caffeamaro.wordpress.com/284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/caffeamaro.wordpress.com/284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/caffeamaro.wordpress.com/284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/caffeamaro.wordpress.com/284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/caffeamaro.wordpress.com/284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/caffeamaro.wordpress.com/284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/caffeamaro.wordpress.com/284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/caffeamaro.wordpress.com/284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/caffeamaro.wordpress.com/284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/caffeamaro.wordpress.com/284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/caffeamaro.wordpress.com/284/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/caffeamaro.wordpress.com/284/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/caffeamaro.wordpress.com/284/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=284&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Perpignan [Contest/1didue]</title>
		<link>http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/16/perpignan-contest1didue/</link>
		<comments>http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/16/perpignan-contest1didue/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 May 2010 20:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zopire</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconto]]></category>
		<category><![CDATA[constest]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo contest a due. Scritto sempre sulla Saragoza-Madrid, in auto. Il secondo svolgimento è online: http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/16/perpignan-contest2didue/ Il primo era stato pubblicato qui: http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/09/la-strada-contest-1diuno/ [Perpignan] E&#8217; di nuovo sera, di nuovo il mio turno di perlustrazione in Rue de la source. Il fumo che scende dai Pirenei si incaglia tra le mura e i sassi di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=caffeamaro.wordpress.com&amp;blog=6277421&amp;post=286&amp;subd=caffeamaro&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo contest a due. Scritto sempre sulla Saragoza-Madrid, in auto.<br />
Il secondo svolgimento è online: <a href="http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/16/perpignan-contest2didue/">http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/16/perpignan-contest2didue/</a></p>
<p>Il primo era stato pubblicato qui: <a href="http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/09/la-strada-contest-1diuno/">http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/09/la-strada-contest-1diuno/</a></p>
<p>[Perpignan]</p>
<p>E&#8217; di nuovo sera, di nuovo il mio turno di perlustrazione in Rue de la source.<br />
Il fumo che scende dai Pirenei si incaglia tra le mura e i sassi di Perpignan. Le strette vie del centro storico si coprono di una nebbia ideale per nascondere tutto ciò che il giorno condannerebbe. Non so se sia giusto o sbagliato il mio lavoro, se abbiano ragione gli spacciatori catalani, le bande francesi o i poliziotti. Ognuno si ritrova un ruolo che non si è scelto in questa fottutissima nebbia. La morale, l&#8217;etica sono incasinate quanto l&#8217;urbanistica a Perpignan. Le vite sono come vicoli ciechi: una volta che ci sei dentro vai avanti finché ce n&#8217;è.<br />
La mia vita è abbastanza semplice. Non ho famiglia dopo che mio padre, ufficiale della gendarmerie di Toulouse, mi ha sbattuto fuori di casa. Vivo a Perpignan dormendo di giorno mentre le borghesi impellicciate girano tra i negozi ed esco la sera quando il fumo le spaventa e le ricaccia nelle loro tane di piccoli roditori sociali.<br />
Non ho aspirazioni rivoluzionarie, non ho grandi ideali: faccio il commerciante. Compro e vendo quello che rende di più al momento: neve. E di neve se ne usa tanta a Perpignan, talmente tanta da imbiancarci i Pirenei tutto l&#8217;anno.<br />
La compro di notte, quando la nebbia nasconde sia me che Monsieur Remy, il capo di tutta la baracca, un ex gaullista che é impazzito quando il figlio hippie è morto per via di un acido. Da allora gli si è sciolto il cervello e lui si è convinto che la cosa giusta sia controllarla la droga, conoscerla, amarla. Io me ne fotto, di lui e della sua personalità fottuta dagli anni settanta. Compro da lui perché conviene e rivendo dove faccio i soldi.<br />
E i soldi, quelli sicuri, li si fa tra le famiglie della borghesia, tra il teatro comunale e il municipio. Nelle vie illuminate di giorno e di notte, dove la nebbia non entra, neanche ci avessero messo le grate per bloccarla.</p>
<p>Stasera c&#8217;è movimento in giro, retate della polizia in provincia e qualche scaramuccia tra catalani e francesi qui nel quartiere.<br />
&#8220;Buonasera&#8221;, mi fa Théo, un mezzo frocio della manda di Jean.<br />
&#8220;Fottiti&#8221;, gli rispondo. Non bisogna mai dare corda alle microrivalità del cazzo.<br />
Ho un sacco di soldi da fare stasera e un cazzo di voglia di accoltellare un cretino.<br />
&#8220;Non ha della roba per me, Philippe?&#8221;<br />
&#8220;Non spaccio più, ho smesso&#8221;<br />
E&#8217; la mia risposta per tutti, da mio padre alla pula. Anche a Dio dirò così se mi chiederà qualcosa. L&#8217;importante è salvare l&#8217;immagine, perché é su quella che la società ti giudicherà.<br />
Théo il frocio se ne va incazzato, io prendo una strada buia e sento il profumo da pappone di Manuel, un catalano invasato che gestisce un giro di puttane slave. Una volta faceva lavorare anche Yasmina, prima che lei cominciasse a uscire con me. Poi l&#8217;ha fatta sparire.<br />
E&#8217; l&#8217;unico conto in sospeso che mi rimane.<br />
Mi sorride.<br />
Una sera ti ammazzo, stronzo.<br />
Tieniti la tua coca intanto. Stavolta è roba buona, ma la prossima volta spera di comprarla da qualcun altro.</p>
<p>-</p>
<p>Zopire</p>
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