Perpignan [Contest/2didue]
Secondo svolgimento del secondo contest.
Qui il primo svolgimento: http://caffeamaro.wordpress.com/2010/05/16/perpignan-contest1didue/
[Perpignan]
Finalmente sta arrivando la primavera. È tutto l’inverno che sto qui a prendere freddo e umidità, pioggia e neve e vento.
Mai vista una città più vuota la sera. Sarà che in realtà non ho neanche mai visto così tante città, alla fine.
Siamo arrivati qui che io ero ancora un bambino di cinque anni e non mi ricordo niente del posto dove eravamo prima.
Poi fammi pensare…Si, sono stato un bel pò di volte a Toulouse con gli altri, per andare in discoteca e per rimorchiare delle ragazze: si sa che quelle di Toulouse la danno facile. Poi basta, una volta sono stato a Bordeaux con mio padre, che cercava lavoro. Ricordo che al momento quasi piangevo perchè non volevo che ce ne andassimo da Perpignan, ma effettivamente pensandoci adesso, e guardandosi intorno, sarebbe stato meglio se mio padre avesse trovato lavoro a Bordeaux.
Comunque sia, il problema non si pose, visto che mio padre non trovò nulla, “Qui non c’è niente per te” gli dissero quelli, e quindi tornò con la coda tra le gambe a casa, a Perpignan, dove mia madre lo accolse amorevolmente, ma visibilmente delusa.
In fin dei conti cosa può fare uno? In un posto così tra catalani e francesi si spartiscono tutto, soldi e lavoro, e alla gente come me non restano che poche possibilità, qualcuno se le brucia tutte, a qualcuno non arrivano mai.
Ed è per questo che io ho deciso di non pensarci. L’ho deciso il giorno in cui mio padre è morto, dopo una settimana da quando aveva trovato il lavoro che cercava da tre anni e mezzo; schiacciato da una macchina difettosa mentre lavorava in fabbrica, senza che il padrone ci mandasse anche un solo biglietto di condoglianze, o i soldi di un suo solo stipendio.
Ho deciso di non provarci il giorno dopo che è morto mio padre, quando mio fratello, disperato per il lavoro, ha accettato un posto part-time da 3 € l’ora.
Ho deciso di non provarci, ed infatti, mi va meglio che ad altri. In questa città così muta e addormentata c’è della gente che non riposa mai. Ed è a quella gente che io mi rivolgo. È un pò come fare il becchino, il lavoro non manca mai. Ed io porto a casa dei bei soldi, soldi che servivano a sposare mia sorella più grande, a far crescere le due piccole, ad aiutare mia madre e mio fratello, e ad onorare la memoria di mio padre, che Allah lo abbia in gloria.
Mia madre fa finta di non sapere, ma la vedo, ogni volta che esco di casa, che mi guarda con degli occhi di fuoco.
Ma alla fine ha capito anche lei che i soldi che porto a casa io servono.
Io, lo spacciatore più bravo di Perpignan.
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Mai vista una città più vuota la sera. Sarà che in realtà non ho neanche mai visto così tante città, alla …………(??)
Siamo arrivati qui che io ero ancora un bambino di cinque anni e non mi ricordo niente del posto dove eravamo prima.
Poi fammi pensare…Si, sono stato un bel pò di volte a Toulouse con gli altri, per andare in discoteca e per rimorchiare delle ragazze: si sa che quelle di Toulouse la danno facile. Poi basta, una volta sono stato a Bordeaux con mio padre, che cercava lavoro. Ricordo che al momento quasi piangevo perchè non volevo che ce ne andassimo da Perpignan, ma effettivamente pensandoci adesso, e guardandosi intorno, sarebbe stato meglio se mio padre avesse trovato lavoro a Bordeaux.
Comunque sia, il problema non si pose, visto che mio padre non trovò nulla, “Qui non c’è niente per te” gli dissero quelli, e quindi tornò con la coda tra le gambe a casa, a Perpignan, dove mia madre lo accolse amorevolmente, ma visibilmente delusa.
In fin dei conti cosa può fare uno? In un posto così tra catalani e francesi si spartiscono tutto, soldi e lavoro, e alla gente come me non restano che poche possibilità, qualcuno se le brucia tutte, a qualcuno non arrivano mai.
Ed è per questo che io ho deciso di non pensarci. L’ho deciso il giorno in cui mio padre è morto, dopo una settimana da quando aveva trovato il lavoro che cercava da tre anni e mezzo; schiacciato da una macchina difettosa mentre lavorava in fabbrica, senza che il padrone ci mandasse anche un solo biglietto di condoglianze, o i soldi di un suo solo stipendio.
Ho deciso di non provarci il giorno dopo che è morto mio padre, quando mio fratello, disperato per il lavoro, ha accettato un posto part-time da 3 € l’ora.
Ho deciso di non provarci, ed infatti, mi va meglio che ad altri. In questa città così muta e addormentata c’è della gente che non riposa mai. Ed è a quella gente che io mi rivolgo. È un pò come fare il becchino, il lavoro non manca mai. Ed io porto a casa dei bei soldi, soldi che servivano a sposare mia sorella più grande, a far crescere le due piccole, ad aiutare mia madre e mio fratello, e ad onorare la memoria di mio padre, che Allah lo abbia in gloria.
Mia madre fa finta di non sapere, ma la vedo, ogni volta che esco di casa, che mi guarda con degli occhi di fuoco.
Ma alla fine ha capito anche lei che i soldi che porto a casa io servono.
Io, lo spacciatore più bravo di Perpignan.
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